Ovvero:
L'inspiegabile successo di Tony Pitony spiegato ai Millennial.
Partiamo dal presupposto che tra noi Millennial e la Gen Z c'è un divario abissale in tema di ideali, credenze, etica, morale, relazioni e chi più ne ha più ne metta. La cosiddetta "vecchia scuola" non comprende appieno le motivazioni che spingono i ventenni a seguire sei coreani in giro per il mondo cantando canzoni di cui si conosce il significato solo attraverso le traduzioni che girano su internet (o addirittura STUDIANDO il coreano). Noi Millennial siamo più comodi, andiamo ai concerti di Vasco per sentirci trasgressivi, perché forse Vasco negli anni 80 si drogava e sembrare degli invasati cantando Albachiara ci fa sentire sul tetto del mondo tipo DiCaprio sul Titanic. E come DiCaprio sul Titanic è una sensazione momentanea e caduca, è tutto "un equilibrio sopra la follia" come recitano diversi tatuaggi allo stesso concerto.
Si arriva così a fenomeni come Tony Pitony che per il Millennial medio sono inspiegabili, per quello più navigato completamente infondati. Il Millennial Medio (che d'ora in poi chiameremo MM) vuole emozionarsi quando canta una canzone, vuole stare in piedi ai concerti anche se ha preso la tribuna e rompere il cazzo a tutti gli altri seduti dietro, vuole comunicare con le parole di un altro un malessere che non ha mai riconosciuto, neanche quando gli hanno detto di andare in terapia dopo che il giudice tutelare ha disposto l'allontanamento dei figli nati pochi anni prima per inadeguatezza genitoriale. Il nostro MM è un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento pensando che siamo ancora gli stessi ragazzini che guardavano TRL su Mtv il pomeriggio e che non hanno strumenti validi per maneggiare la vita adulta.
Andiamo però ad analizzare il Millennial Esperto (ME): il nostro trentacinquenne non è nato ieri dal punto di vista musicale. Si è fatto e formato sugli Squallor, sugli Skiantos, i più appassionati hanno tradotto o hanno imparato a memoria i testi di Al Yankovic, e, non ultimi, gli Elio e le storie tese; di fatto il nostro ME ha un'idea della musica ironica, ma in generale del sarcasmo e della satira MOOOOLTO AVANTI. Si va da versi come CURNUTONE CA PER STA VIA MO TE NE VAI, NUN CHIAGNERE P' ST'AMMOR, A CHELLA NUN C' PNSA', TU CA SI NU FIGL' E BUCCHIN SENZA COR CI'O FAI MMAN E MAR'NAR (Curnutone - Squallor) a And I've been milkin' and plowin' so long that Even Ezekiel thinks that my mind is gone I'm a man of the land, I'm into discipline Got a Bible in my hand and a beard on my chin But if I finish all of my chores, and you finish thine Then tonight, we're gonna party like it's 1699 (Amish Paradise - Al Yankovic) a tematiche di Aborto o Feci completamente non sense (Gomito a gomito con l'aborto e La Ditta - Elio e le Storie Tese). Ciò significa che l'ascolto di Donne Ricche o di Culo di Tony Pitony per un ME non è altro che quello che si scriveva nell'ora di supplenza in seconda media, cazzeggiando con il compagno di banco.
La Gen Z, da sempre sensibile a tutte le tematiche di rispetto reciproco, gender fluid, multietnica, poliamorosa, basata sul consenso (per quelli che sanno cos'è e non stuprano le coetanee alla stazione mandando poi il video su whatsapp a tutti i contatti) è lontana da certi stimoli musicali. Il massimo della trasgressione che hanno conosciuto (magari) sono stati i Gem Boy a Colorado Café su Italia 1. Anche lì, livello di demenzialità pari alla canzone modificata in pullman andando in gita alle terme di Caracalla in terza media. Così, queste orecchie innocenti, quando hanno sentito TU SEI GERRY SCOTTI, IO SONO IL GABIBBO, AVANTI L'ACCENDIAMO E PICCHIAMO BRUMOTTI già solo per aver espresso il concetto di malmenare un altro essere umano sono rimasti folgorati. Quando poi si è cominciato a parlare di MI DEVI DARE IL CULO o MI PIACCIONO LE NERE i loro ideali di rispetto e consenso sono stati irrimediabilmente scossi da una risata, maturando (forse) l'idea che su qualcosa si può anche scherzare. Perché, attenzione, l'arma a doppio taglio è questa: per scherzare su qualcosa devi conoscerla. Per poterti prendere gioco della politica e fare satira consapevole devi sapere di cosa stai parlando, altrimenti risulti un buffone. L'alternativa, purtroppo, sul tema Tony Pitony è che, maschera a parte, si prendano i messaggi ironici e si trasformino in bandiere incel per diciottenni minorati. Il punto quindi non è ciò che canta Tony Pitony, perché è un ottimo cantante, un bravo paroliere e la sua musica è veramente troppo complessa per girare su TikTok, ma fornire all'ascoltatore medio la consapevolezza che si tratta, per l'appunto, di ironia e non dell'ultimo trapper misogino ripulito e con l'abito da sera e il pianoforte a coda in sottofondo.
Quindi concludo con un piccolo messaggio personale:
"Amica ventenne che hai urlato i pezzi di Tony Pitony per tutto il concerto come se fossi a vedere i BTS intervallando ogni pezzo con MI SENTO MALE, MIO PADRE, AURA e robe varie: anche meno."