Ma quanto era bello dire IL TIPO CHE MI PIACE? LA RAGAZZA CHE MI FA BATTERE IL CUORE? HO UNA COTTA PER QUELLA PERSONA?
Ora diciamo CRUSH. Come se si preannunciasse già il rumore della porta del suo cuore che ti sbatte in faccia.
CRUSH. È stato un incidente innamorarmi di te.
Ok, sto facendo la vecchia che non vuole stare al passo con i tempi, che critica il linguaggio dei giovani, che non vuole adeguarsi. Magari avete anche ragione, ma con i tempi che corrono, tempi in cui ci si preoccupa del ripieno dei tortellini, dei crocifissi nelle scuole (come ogni sei mesi/un anno), è importante preoccuparsi anche del linguaggio. Credo che ognuno possa riempirsi la pasta come gli piace e nel rispetto di ogni tradizione, culturale, religiosa e culinaria che sia (compresa la carbonara con la panna, purché smettiate di chiamarla carbonara, perché è un piatto diverso, come la parmigiana al forno o la pizza all'ananas). Credo che uno stato laico con un'istruzione laica obbligatoria dai 6 ai 18 anni debba garantire la libertà degli studenti di rivolgersi al proprio dio in sedi adeguate, e non all'interno di un'istituzione statale laica di formazione (sì, ho scritto LAICA più di una volta, serve a ribadire il concetto). Piuttosto mettiamo in ogni aula una bella foto del ministro dell'istruzione, cosicché tutti possano pregare di avere un servizio scolastico più efficiente e adeguato e si sappia chi bestemmiare quando cade un muro o si scassa una lavagna. Intanto che ci integriamo, però, conserviamo un minimo di identità italiana. Non di quell'identità stronza dello STATEVI A CASA VOSTRA, NON POSSIAMO ACCOGLIERVI TUTTI, CI RUBATE IL LAVORO, l'identità dei grandi poeti, di Dante Alighieri, di Guido Cavalcanti, di Giacomo Leopardi, di Dario Fo, l'identità di chi sa far parlare il cuore. Sa comunicare sentimenti e provocare empatia con l'uso delle parole, delle metafore, della lingua (e niente battute sconce su quest'ultima cosa). Torniamo a parlare di Amore, di Infatuazione, di Attrazione, anche di Sensualità, di Contatto, di Sbandate, torniamo a PERDERE LA TESTA PER QUALCUNO, a lasciarci trascinare in un turbinio di sensazioni non riassumibili in cinque lettere in inglese. E se poi quella porta dovesse chiudersi ugualmente, sapremmo almeno di averle dato la giusta rilevanza e di esserci emozionati come si deve.
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
venerdì 4 ottobre 2019
venerdì 17 giugno 2016
Il passato è un campo di addestramento. Storia di Lei
Ho vissuto.
Ho scritto una storia.
Questa storia sarebbe potuta diventare un libro.
Ho partecipato ad un concorso.
Ho vinto.
Mi hanno pubblicato il libro.
È uscito ufficialmente il 29 maggio.
Sembra una passeggiata detta così, ma nella realtà c'è molto di più. Ci sono emozioni contrastanti, gioia, timore, voglia di riscatto e paura di non farcela. C'è la frustrazione di un titolo diverso, i mille problemi su ciò che la gente penserà di me dopo averlo letto, le reazioni di chi si sente chiamato in causa. Tutto questo sommerso, però, ne vale la pena. Condividere il racconto con delle persone è la cosa più rilassante che mi sia mai capitata. Mi ha aiutata a spogliare il romanzo dei significati personali che gli avevo attribuito e a farlo diventare qualcosa di nuovo. Mi ha fatto capire che ho un mio stile di scrittura che è cambiato nel tempo, ho un genere che mi scorre nelle vene e viene fuori quasi senza volere, ho storie da raccontare e cose da dire che qualcuno paga per poter leggere e nessuno vuole che mi fermi. Facile a dirsi. Come si può fare qualcosa di così bello, nato da qualcosa di altrettanto bello, ma letale senza sentirsi ridondanti? Senza che nella testa mi tornino le stesse frasi, gli stessi "Lui che mio non è mai stato", le stesse storie tristi? Si può, certo. Con l'esercizio, come Paolo. Lui è alla sua ennesima pubblicazione e il metodo con cui scrive mi fa pensare che forse meritasse di vincere più di me, perché l'esercizio va premiato più dell'ispirazione (forse). O forse non è così, forse scrivere seguendo dei ritmi, delle cadenze narrative, dei modi, dei tempi, delle regole limita l'essenza della scrittura stessa. Credo più a questa ipotesi, per ciò che mi riguarda. Scrivere è libertà di dire, di pensare, sognare, immaginare, libertà di fare finta. È in questo che tutto prende forma e senso, nella possibilità di essere dove vuoi, come e quando vuoi senza muoverti dalla scrivania. Potrei parlare di mondi fantastici, di draghi e principesse, sognare Narnia o la Terra di Mezzo, chi me lo impedirebbe? La mia scrittura, il mio stile è questo. Estremo a volte. Altre noioso, ripetitivo, ma è mio. Se piace, piace. Altrimenti non comprate il mio libro.
Per inciso, è un noir erotico. Niente draghi.
Ho scritto una storia.
Questa storia sarebbe potuta diventare un libro.
Ho partecipato ad un concorso.Ho vinto.
Mi hanno pubblicato il libro.
È uscito ufficialmente il 29 maggio.
Sembra una passeggiata detta così, ma nella realtà c'è molto di più. Ci sono emozioni contrastanti, gioia, timore, voglia di riscatto e paura di non farcela. C'è la frustrazione di un titolo diverso, i mille problemi su ciò che la gente penserà di me dopo averlo letto, le reazioni di chi si sente chiamato in causa. Tutto questo sommerso, però, ne vale la pena. Condividere il racconto con delle persone è la cosa più rilassante che mi sia mai capitata. Mi ha aiutata a spogliare il romanzo dei significati personali che gli avevo attribuito e a farlo diventare qualcosa di nuovo. Mi ha fatto capire che ho un mio stile di scrittura che è cambiato nel tempo, ho un genere che mi scorre nelle vene e viene fuori quasi senza volere, ho storie da raccontare e cose da dire che qualcuno paga per poter leggere e nessuno vuole che mi fermi. Facile a dirsi. Come si può fare qualcosa di così bello, nato da qualcosa di altrettanto bello, ma letale senza sentirsi ridondanti? Senza che nella testa mi tornino le stesse frasi, gli stessi "Lui che mio non è mai stato", le stesse storie tristi? Si può, certo. Con l'esercizio, come Paolo. Lui è alla sua ennesima pubblicazione e il metodo con cui scrive mi fa pensare che forse meritasse di vincere più di me, perché l'esercizio va premiato più dell'ispirazione (forse). O forse non è così, forse scrivere seguendo dei ritmi, delle cadenze narrative, dei modi, dei tempi, delle regole limita l'essenza della scrittura stessa. Credo più a questa ipotesi, per ciò che mi riguarda. Scrivere è libertà di dire, di pensare, sognare, immaginare, libertà di fare finta. È in questo che tutto prende forma e senso, nella possibilità di essere dove vuoi, come e quando vuoi senza muoverti dalla scrivania. Potrei parlare di mondi fantastici, di draghi e principesse, sognare Narnia o la Terra di Mezzo, chi me lo impedirebbe? La mia scrittura, il mio stile è questo. Estremo a volte. Altre noioso, ripetitivo, ma è mio. Se piace, piace. Altrimenti non comprate il mio libro.
Per inciso, è un noir erotico. Niente draghi.
Etichette:
cultura,
digressioni,
editoria,
Garp,
il passato è un campo di addestramento,
la storia di lei,
letteratura,
letture,
pensieri colti,
pubblicazioni,
racconti,
soddisfazione,
svolte,
under 30
giovedì 1 novembre 2012
28 secondi dopo
Oggi, dopo aver trascorso la notte di Halloween tra orge e baccanali, voglio ridonare un po' di sobrietà a questo posto. Per questo non tratteremo le esperienze di chi si è spaccato il fegato a furia di cicchetti o birre a basso costo o di chi ha approfittato della notte delle streghe per derubare e stuprare vecchiette. Piuttosto parleremo di cultura. Si dà il caso che abbia avuto l'occasione di conoscere Antonio Liccardo, al secolo Zi 'Ntonio (Tony Vice per gli amici), brillante blogger e neofita del mondo della scrittura impegnata. Per quale motivo ha scritto un libro? E' quello che un po' tutti noi ci chiediamo, tuttavia il suo sito internet recita:
28 SECONDI DOPO è l'opera che ha portato via più fatica e sudore della gestazione di un cucciolo d'elefante, ma dopo ben un lustro ha visto la luce fuori dal tunnel e, finalmente, è in vendita. Cliccando QUI potrete leggerne un'anteprima. Il libro nasce come blog e diventa ciò che è grazie al sostegno di amici e parenti che, tuttavia, non se lo comprerebbero manco a due euro, ma è il pensiero che conta. Con ciò faccio ancora tanti complimenti all'Autore e lo invito a continuare asparare cazzate scrivere ancora per allietare le nostre evacuazioni intime.
La scrivania può strabordare di foglietti, salatini secchi e gocce di Chinotto incrostate, ma i nostri spazi internet devono profumare di varechina.Da ciò si deduce il brillante carattere e la tenacia con la quale Tony affronta la sua avventura letteraria. Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: chi te lo fa fare? O meglio, da dove trai l'ispirazione per dedicarti all'hobby della scrittura? Nella sua biografia troveremo le risposte:
Quando trovo qualche minuto primo tra bisinìss, studio matto e disperatissimo, l'ernia morale che saltuariamente si fa pesare, mi metto a scrivere. Sì, scrivo: non costa una mazza, impegna la mente meglio del Sudoku, puoi far morire chi vuoi quindi sfoga, è una scusa per rimanere più tempo seduti sul water. E quando manco la scrittura funziona come antidolorifico, passo ad altro, a qualsiasi altra cosa. Ma ritorno alla fin fine al mio primo amore, alla mia puttana, sempre. Alla scrittura.La vita del Sommo, tuttavia, non è altro che una collezione di successi, dai blog alle raccolte di racconti alle pubblicazioni sul web. Cliccando QUI potrete ammirare parte delle sue opere.
28 SECONDI DOPO è l'opera che ha portato via più fatica e sudore della gestazione di un cucciolo d'elefante, ma dopo ben un lustro ha visto la luce fuori dal tunnel e, finalmente, è in vendita. Cliccando QUI potrete leggerne un'anteprima. Il libro nasce come blog e diventa ciò che è grazie al sostegno di amici e parenti che, tuttavia, non se lo comprerebbero manco a due euro, ma è il pensiero che conta. Con ciò faccio ancora tanti complimenti all'Autore e lo invito a continuare a
Etichette:
28 secondi dopo,
blog,
blogger,
cultura,
libri,
novità,
pubblicazioni,
pubblicità,
successi
Iscriviti a:
Post (Atom)